Nel 1939 Kurt Lewin (Università dello Iowa), psicologo e tra i pionieri della psicologia sociale, ha condotto un esperimento sociale per osservare l’efficacia concreta di stili differenti di leadership all’interno di un gruppo di lavoro.
I soggetti coinvolti erano ragazzi e ragazze in età preadolescenziale ai quali vennero assegnati dei compiti creativi e manuali. L’attività era monitorata da un adulto con funzioni di leader, appunto.
Si misero in scena tre stili diversi:
- lo stile autocratico, dove il leader, con atteggiamento freddo e molto formale, prende tutte le decisioni, impone autonomamente regole e compiti, controlla e ispeziona l’andamento e concede pochi incoraggiamenti;
- lo stile democratico in cui il leader incoraggia la partecipazione e la collaborazione attraverso una comunicazione coinvolgente e partecipativa. Prende decisioni insieme al gruppo di lavoro e fornisce dei chiari obiettivi, ma lascia autonomia poi nell’esecuzione. Il clima è disteso, positivo e incoraggiante;
- quello lassista dove il leader è poco presente o poco coinvolto. Lascia libertà totale al gruppo, con una minima attività di guida
L’esito dell’esperimento registrò che:
nello stile autocratico i risultati si raggiungevano attraverso coercizione o forme di ricompensa. Il clima era rigido e performante. La prestazione era ottimale in presenza del leader ma diminuiva quando questi era assente.
Nello stile democratico, invece, i risultati erano soddisfacenti anche in assenza del leader. Si era creato un team motivato e collaborativo e ciascuno dei soggetti coinvolti si sentiva responsabilizzato a raggiungere l’obiettivo.
In ultimo, lo stile lassista mostrò i livelli più bassi in termini di efficacia. Il gruppo era disorganizzato, si registravano molti errori di esecuzione e si riscontrarono frustrazioni e malcontenti.
Sulla scia di questa ricerca, un importante contributo venne dagli studiosi Blake e Mounton che intorno al 1964 adottarono una griglia di misurazione qualitativa della leadership rispetto a due fattori determinanti: attenzione per le persone e attenzione per la produzione. Attraverso un questionario con 18 domande mirate, ora sull’aspetto più legato al benessere delle persone, ora su quello dei processi, ogni leader può valutare il proprio stile collocandosi così su un grafico rispetto alle quattro aree caratterizzanti e a una quinta centrale.

Questo strumento, poi implementato nel corso degli anni è ancora oggi attualissimo e usato per sviluppare comportamenti efficaci di leadership.
Se anche tu vuoi capire di più sul tuo stile di leadership adottato, ti offriamo la possibilità di partecipare al questionario. Ti invieremo un link Google ed elaboreremo i risultati in totale discrezione.
Tuttavia, come ogni griglia o strumento di misurazione, si articola su confini netti e determinati, tanto da non dare conto di altri aspetti, ovvero quei fattori contingenti e di situazione che influenzano in modo determinate l’efficacia del leader. Tutavia, riteniamo che questo strumento può costituire un primo approccio verso l’analisi della propria figura di learder e una traccia per orientarsi nel complesso contesto delle organizzazioni strutturate.


