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Packaging: la nuova normativa che unisce tutta l'Europa

06/10/2025 12:48

Valentina Vasta

Orizzonti,

Packaging: la nuova normativa che unisce tutta l'Europa

Entro il 2030 la nuova normativa vuole raggiungere l'obiettivo di rendere tutto il packaging riutilizzabile o riciclabile

Il nuovo Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR), che sostituisce la Direttiva 94/62/CE, introduce un quadro giuridico vincolante e uniforme per tutti gli Stati membri. Mira a ridurre l’impatto ambientale degli imballaggi e a rafforzare l’economia circolare attraverso obiettivi quantitativi e requisiti tecnici.

 

1. Obiettivi generali

  • Prevenire la produzione di rifiuti da imballaggio, riducendo volumi e pesi inutili.
  • Garantire che tutti gli imballaggi siano riciclabili entro il 2030 e riciclabili “su scala” entro il 2035.
  • Introdurre target vincolanti di contenuto riciclato nelle plastiche.
  • Promuovere sistemi di riuso in specifici settori (bevande, ristorazione, e-commerce).
  • Eliminare sostanze pericolose (PFAS, BPA) dagli imballaggi.
  • Creare etichettatura uniforme e digitale per facilitare il riciclo.

 

2. Principali obblighi per le imprese

2.1 Requisiti di progettazione e riciclabilità

  • Tutti gli imballaggi dovranno rispettare criteri di riciclabilità definiti da norme armonizzate.
  • Classificazione in 4 categorie: A (alta), B, C, non riciclabile.
  • Dal 2030 ammessi solo imballaggi riciclabili (≥ classe C).
  • Dal 2038 solo imballaggi con prestazioni ≥ classe B.

 

2.2 Contenuto minimo di plastica riciclata (obbligatorio)

tabella2.jpeg

(Esenzioni previste per imballaggi per alimenti per lattanti e usi medici).

 

2.3 Prevenzione e minimizzazione

  • Divieto di immettere sul mercato imballaggi non necessari (doppi fondi, pareti multiple, spazi vuoti >40%).
  • Requisito di “minimizzazione del volume e peso” per ogni imballaggio.

 

2.4 Sistemi di riuso

  • Bevande alcoliche e analcoliche (eccetto latte e vino): target di quota riuso progressivo entro il 2030.
  • Ristorazione e take-away: percentuali minime di riuso per contenitori, bicchieri e imballaggi.
  • E-commerce: imballaggi da trasporto dovranno rispettare requisiti di riuso/rotazioni minime.

 

2.5 Restrizioni su sostanze chimiche

  • PFAS e BPA vietati negli imballaggi a contatto con alimenti.
  • Entrata in vigore della restrizione: 18 mesi dopo pubblicazione in Gazzetta UE.

 

2.6 Etichettatura obbligatoria

  • Tutti gli imballaggi dovranno riportare pittogrammi armonizzati UE e un data carrier digitale (QR code o simile) per le istruzioni di smaltimento.
  • I contenitori riutilizzabili dovranno riportare indicazioni chiare sul numero minimo di rotazioni.

 

3. Implicazioni specifiche per il settore alimentare

  • Divieti sostanze: BPA e PFAS esclusi da tutti i packaging alimentari.
  • Compostabili: ammessi solo in casi specifici (capsule caffè, bustine tè, adesivi su frutta/verdura), purché utili alla raccolta differenziata dell’organico.
  • Minimizzazione: vietati sovraimballaggi e componenti estetici superflui.
  • Contenuto riciclato: bottiglie e film plastici per alimenti soggetti a target vincolanti (30–65% entro 2040).
  • Tracciabilità e dichiarazioni: gli operatori alimentari dovranno fornire schede di conformità e dati di composizione.

 

4. Tempistiche di attuazione

tabella1.jpeg

5. Esclusioni e deroghe

  • Microimprese (<10 addetti e <2 mln € fatturato): esentate da obblighi di verifica di terza parte, ma non dai divieti di sostanze.
  • Imballaggi alimenti per neonati, dispositivi medici e farmaci: esclusi dai target di contenuto riciclato.
  • Imballaggi in legno e sughero naturale: esentati da alcuni requisiti di riciclabilità grazie a comprovata biodegradabilità.

 

Conclusione

Il PPWR segna una svolta radicale: imballaggi progettati secondo principi di circolarità, vincoli numerici stringenti e un sistema di controlli armonizzato in tutta l’UE. Per il settore alimentare, l’impatto è significativo: obbligo di eliminare sostanze chimiche, rivedere materiali e design, garantire contenuto riciclato e assicurare trasparenza verso i consumatori. Le imprese dovranno investire in innovazione e certificazioni, ma potranno anche beneficiare di una maggiore fiducia e competitività in un mercato sempre più orientato alla sostenibilità.

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